Green Pass? Bloccare tutto

Astieniti da ciò che ha la testa sulle spalle, regola il passo su quello delle tempeste diceva un adagio di qualche tempo fa.

Oggi, mercoledì 1 settembre, è stato lanciato, in varie stazioni ferroviarie del Belpaese, un invito a bloccare i treni per criticare l’obbligo del green pass, necessario a chi vuole viaggiare su alcuni mezzi di trasporto. Cosa potrebbe accadere quando si ferma il treno della rassegnazione alla coercizione, sull’onda di «se non mi posso muovere io non si muove nessuno»?

Quando un ripetitore del controllo telematico viene attaccato, quando un centro vaccinale viene sabotato, quando un virologo che chiede il confinamento per chi non si vaccina viene affrontato in strada, quando un banchetto di partito viene ribaltato, quando si ha la brillante idea di iniziare a bloccare lo spostamento degli umani-merce, quante altre possibilità possono emergere? Quando una nascente protesta contro il green pass e il disciplinamento del movimento delle persone apre spazi a chiunque, senza leaderismi né servizi d’ordine, possiamo iniziare a sviluppare contenuti che mettano in luce le contraddizioni sociali, come risposta ai controlli sempre più  asfissianti sulle nostre vite?

Esistono tante possibilità per far deflagrare l’insubordinazione in quanto individui pensanti. Da soli o insieme ad altri. Alla luce del sole così come nei bagliori della notte – con l’idea di rompere con tutto quello che ci soffoca – potremmo allontanarci dalla gabbia della politica e dalle catene del buon senso. Perché solo con un po’ di immaginazione si può tentare di vivere momenti inauditi di liberazione dalle costrizioni.

Bloccare tutto ringiovanisce per fermare un presente fatto di discriminazioni forgiate dal passato, ripristina la fantasia della riflessione, rende fecondo lo spirito di rivolta. A differenza di quanto riportano i vocabolari tecnici di regime, bloccare non è mai fine a se stesso, significa provocare crepe di senso, aprire spazi inediti là dove non riuscivamo a carpirli, creare inaspettati imprevisti, invitare a percorrere orizzonti sconosciuti, far scaturire occasioni per nuove sfide.

Bloccare tutto, dunque, per aprirsi con fierezza alla vita e scoprire finalmente l’unicità di ogni individuo.

alcune e alcuni vagabondi

(volantino distribuito a Cremona, 1 settembre 2021)

Fonte: Finimondo

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