Faccia a faccia con il nemico

Faccia a faccia con il nemico.

Una panoramica annuale sugli attacchi al potere in Francia 2020-2021

Il dominio ha acquisito un ritmo di mutazione abbagliante. Il velo del progresso tecnologico sta coprendo il mondo come lo conoscevamo. Il disastro ecologico non sta “arrivando”, è già qui. Mentre il progresso industriale avanza trionfalmente, l’instabilità a tutti i livelli (sociale, politico, economico, ecologico) sta aumentando. Una difficile sfida per coloro che continuano a lottare per la libertà come totalità, e non come una negoziazione sulla lunghezza delle nostre catene. I vecchi modelli di intervento rivoluzionario stanno scomparendo mentre preme l’urgenza di nuove prospettive.

Un secolo fa, gli anarchici sulle rive del Rio de la Plata in Sudamerica, dichiararono guerra al potere e vennero “Faccia a faccia con il nemico”. Lo andarono a cercare nelle tane dove si nascondeva, e lo attaccarono. Bombardarono banche, stazioni di polizia, istituzioni, avvicinandosi sempre di più a lui. Con l’anarchia nel cuore e la pistola in mano, sono andati avanti, senza aspettare la massa o la costruzione di un ampio movimento. E ogni bomba che mettevano risuonava con le numerose pubblicazioni che diffondevano. Azione e idea andavano insieme, mano nella mano. Insieme.

Oggi, come facciamo a trovarci “faccia a faccia con il nemico”? Dove si nasconde? Dove possiamo colpirlo? Mentre la dominazione si sposta verso nuovi modelli, anarchici e ribelli allargano le loro vedute. Nell’ultimo anno, in mezzo a una chiusura senza precedenti in nome della salute collettiva, molti sono usciti di notte per trovarsi faccia a faccia con il nemico. Gli attacchi si sono concentrati contro gli obiettivi della repressione come le stazioni di polizia, le prigioni e le istituzioni statali, mentre una vasta ondata di sabotaggi prendeva di mira le arterie del dominio: le sue reti di telecomunicazione, trasporto ed energia.

Qualche decennio fa, un critico dell’industrialismo scrisse: “Non dobbiamo essere sorpresi, quindi, che in più di un settore il complesso del potere sia sottoposto a forti tensioni. Anche se immune da qualsiasi assalto frontale, se non da parte di un altro sistema di potere di pari dimensioni, questo gigante è particolarmente vulnerabile agli assalti di guerriglia localizzata e alle incursioni, contro le quali le sue difese sono assolutamente impotenti; come lo era Golia, pesantemente corazzato, contro un agile Davide che non ha scelto di usare le stesse armi o colpire le stesse parti del corpo”. Oggi, questa è più che mai la sfida per gli anarchici. Combattere in piccoli gruppi, senza alcuna centralizzazione, colpendo il nemico senza sosta con tutti i mezzi e la creatività che abbiamo a disposizione, imparando a tenere fuori dalle nostre vite e dai circoli quanto più possibile il fastidio tecnologico, sostenendoci e aiutandoci a vicenda in tutti i modi possibili per creare buone condizioni per continuare le ostilità in un mondo che tende a chiudere sempre più gli spazi a nostra disposizione. Senza alcuna garanzia che questi percorsi porteranno il mondo all’anarchia, ma sapendo per certo che questa vita vale la pena di essere vissuta.

Testo in inglese ricevuto via mail, traduzione in italiano a cura di: Inferno Urbano

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