Vendetta di stato contro Dimitri Koufodinas

Riceviamo e diffondiamo:

La nuova riforma delle carceri approvata qualche giorno fa in parlamento oltre ad aumentare il tempo minimo necessario da passare dietro le sbarre prima di ottenere i permessi, ha anche imposto molte limitazioni per accedere alle carceri rurali (prigioni in cui i detenuti di lungo corso godono di un regime meno restrittivo e in cui 1 giorno ne vale 3 scontati) e vietato l’accesso a questo tipo di detenzione per coloro che sono condannati per terrorismo. Misura, questa, ad hoc per perseguire la vendetta di stato nei confronti di Dimitri Koufodinas, membro della 17Novembre, in carcere dal 2002 senza essersi mai né pentito né scusato. Il giorno dopo del passaggio della proposta a legge, Koufodinas è stato trasferito dal carcere rurale di Kassavetia in cui si trovava a quello di alta sicurezza di Domokos. Durante il trasferimento gli è stato anche impedito di prendere tutti i suoi affetti personali.

Qui sotto la lettera scritta a caldo dal compagno:

” Quindi non ho bisogno di gridare per essere creduto” (G. Ritsos) …

Tutti vedono che lo “Stato di diritto” diventa il “diritto dello Stato” e uno strumento di vendetta nelle mani della famiglia che governa politicamente ed economicamente il Paese come sua impresa privata. Vendetta semplice, pura, primitiva. Regolamento di conti in stile mafioso.

Vendetta su chi rifiuta di firmare una dichiarazione di pentimento. Vendetta sui detenuti della 17Novembre, che devono vedere peggiorare le loro condizioni di detenzione, vendetta su un anziano e una persona con invalidità, che vengono spudoratamente consegnati alla pandemia. Vendetta su tutti i prigionieri che, per soddisfare il suo pubblico di estrema destra, nella pandemia vengono accatastati come immondizia umana in miserabili prigioni, tagliati fuori dalle loro famiglie, rifiutandosi di fare ciò che era evidente andasse fatto da mesi: il necessario decongestionamento per non mettere in pericolo vite umane tra detenuti e funzionari.

E per quanto mi riguarda, nessuna sorpresa. Un’impresa economico-governativa, che usa spudoratamente la pandemia per ristrutturare in maniera reazionaria le relazioni economiche e sociali, che saccheggia spietatamente un paese già piegato da Grande Borghesia Lumpen, che viola le sue stesse leggi e non esita nemmeno ad abolire procuratori – e domani i giudici – perché non gli piacciono, non ha bisogno di perseguire un avversario politico. Ma questa persecuzione ossessiva, anche quando va oltre i confini della politica, toccando altre scienze, è sempre un onore e una vanto per un prigioniero politico.

Dimitris Koufontinas

23 dicembre 2020

Δομοκός

Lettera di Dimitri Koufodinas PDF

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