L’Utopia Nazionale

Il principale strumento dello Stato Nazionale è Megalopoli, la sua città più grande, il posto in cui l’idolo dell’Utopia Nazionale venne da principio creato e da cui viene continuamente la volontà di mantenerlo.

Allo scopo di cogliere la caratteristica essenziale di Megalopoli dobbiamo distogliere lo sguardo dalla realtà della terra, dal suo manto di vegetazione e dalle nuvole che la ricoprono, ed immaginare che cosa potrebbe diventare il paesaggio in cui viviamo se potesse essere interamente fabbricato con la carta; infatti lo scopo ultimo di Megalopoli è di ridurre il complesso della vita umana ad una serie di relazioni che hanno come unico tramite la carta.

Un giovane cittadino di Megalopoli passa i primi anni della sua vita per acquisire gli strumenti con cui si può usare la carta. Gli strumenti si chiamano, saper scrivere, saper leggere e sapere fare il conto ed un tempo essi costituivano i principali elementi dell’educazione di ogni abitante di Megalopoli. Vi era comunque un certo grado di insoddisfazione, sulla carta, per la limitatezza di questo curriculum, e così in un’epoca abbastanza lontana nella storia di Megalopoli vi si aggiunsero varie altre materie come la letteratura, la scienza, la ginnastica e l’addestramento ai lavori manuali, però sempre sulla carta. È infatti possibile per uno studente di Megalopoli conoscere la composizione molecolare del gesso senza averne mai visto un pezzo in natura, o maneggiare un pezzo di legno in laboratorio senza aver mai passeggiato attraverso un bosco di abeti, e addentrarsi attraverso i capolavori della letteratura poetica senza aver mai sperimentato una sola emozione che potesse prepararlo ad apprezzare qualche cosa di diverso dagli influenti giornali di Megalopoli, ma fintanto che le sue ore di presenza possono essere registrate sulla carta, e fintanto che egli può fornire un soddisfacente riassunto dei suoi studi su un foglio d’esame, la sua preparazione alla vita è praticamente completa; così egli viene diplomato con un pezzo di carta che certifica la sua istruzione e introdotto alle industrie di Coketown o nei brulicanti uffici della stessa Megalopoli.

La fine di questo periodo di tutela cartacea non è che il preludio al suo proseguimento in un’altra forma, poiché le religiose attenzioni di cui si circonda la carta costituiscono l’attività vitale di Megalopoli. Il giornale, il libro mastro e lo schedario sono i mezzi attraverso i quali lo studente entra in contatto con la vita, mentre i rotocalchi e le riviste illustrate sono i mezzi attraverso i quali sfugge da essa. Attraverso quel particolare tipo di carta trasparente che è la celluloide è divenuto possibile fare a meno di vedere sulla scena attori in carne ed ossa; perciò il dramma umano, come viene chiamato dagli storici di Megalopoli, può svolgersi a distanza senza che nessuno vi prenda parte. Invece di viaggiare l’abitante di Megalopoli può vedere il mondo muoversi sulla carta verso di lui; invece di avventurarsi sulle strade del mondo può vedere l’avventura venirgli incontro sulla carta; invece di trovarsi un compagno, può esaurire sulla carta tutta la propria felicità. In realtà egli acquista una tale abitudine a sperimentare tutte le proprie emozioni sulla carta che si accontenta di ammirare un vaso di fiori su uno schermo cinematografico; mentre la sua ignoranza della natura è così grande che un attore di avanspettacolo, quando cerca di divertirlo imitando il richiamo degli uccelli e degli altri animali, trova preferibile servirsi di riprese filmate di un gallo, di un cane, di un gatto perché la sua mimica abbia una apparenza di realtà per delle menti che sono incapaci di immagini personali.

La nozione di azione diretta, di rapporto diretto e di associazione diretta è estranea a Megalopoli. Se l’intera comunità o un qualche gruppo all’interno di essa deve intraprendere una azione, è necessario passare attraverso il Parlamento megalopolitano al fine di deciderla sulla carta dopo che innumerevoli persone, che non hanno nessun vero interesse nella faccenda, hanno fissato il loro punto di vista a proposito della questione sulla carta. Se qualche rapporto deve essere istituito, deve essere svolto quasi completamente sulla carta; e se quel mezzo non è direttamente disponibile vengono usati strumenti sussidiari come il telefono. La principale forma di associazione a Megalopoli è il partito politico ed è attraverso il partito politico che i suoi abitanti esprimono le loro opinioni, sempre sulla carta, per esempio sulla necessità di modificare la costituzione scritta o di promuovere il benessere di questa comunità cartacea; questo benché il cittadino si renda conto che le promesse fatte dai partiti politici vengano scritte su quella che i megalopolitani nei loro momenti di maggior cinismo chiamano «carta non commerciabile» e che probabilmente non entreranno mai in circolazione.

Attraverso il commercio dei molteplici beni di Coketown e attraverso il controllo su un certo tipo di carta conosciuto come ipoteche o assicurazioni, Megalopoli si assicura una fornitura di cibi genuini e di prodotti tipici della campagna. Attraverso una incessante produzione di libri, di riviste, di giornali e di ogni genere di prodotti tipografici, Megalopoli fa in modo che l’idolo dell’Utopia Nazionale si mantenga vivo nelle menti dei sottomessi abitanti della campagna. Infine, con gli artifici «dell’educazione nazionale» e «dell’informazione nazionale» tutti gli abitanti dell’Utopia Nazionale vengono persuasi che la vita felice è quella che essi vivono, sulla carta, nella capitale; e una vita in qualche modo simile a quella si può realizzare mangiando il cibo, vestendo gli abiti, sostenendo le opinioni e procacciandosi i beni che vengono posti in vendita da Megalopoli. Così il principale obiettivo di ciascuna città dell’Utopia Nazionale è di assomigliare a Megalopoli; il suo vanto è di essere un’altra Megalopoli. Quando gli abitanti di Megalopoli sognano un mondo migliore, sognano solo la teorica perfezione di quella Utopia Nazionale a cui Edward Bellamy mirava in Looking Backward.

Lavorando parallelamente al «Processo Meccanico» di Coketown, Megalopoli propone uno standard di vita che può essere rappresentato, sulla carta, in termini commerciali anche se non offre nessuna tangibile soddisfazione in materia di beni, di servizi e di raggiungimenti. Il principale vanto di questo standard è la sua uniformità; ciò significa la possibilità di applicarlo indiscriminatamente a ciascun membro della comunità senza riguardi per la sua storia, le sue reali condizioni, i suoi bisogni e i suoi meriti. In conseguenza, Megalopoli crea prodotti che riguardano tutti attrezzature sanitarie e idrauliche, i quali anche se in realtà non aumentano la gioia di vivere rendono comunque meno spaventosa la «routine» della vita megalopolitana.

Il risultato finale di questi standard e di questa uniformità è che quello che originalmente era una convenzione diventa col tempo un fatto. Anche se gli abitanti della Utopia Nazionale potevano originariamente essere stati diversi come gli alberi di una foresta, essi tendono a diventare, sotto l’influenza dell’educazione e della propaganda, simili fra loro come i pali del telegrafo lungo una strada. Non è poco per il credito di Megalopoli il fatto che l’Utopia Nazionale si sia pragmatisticamente auto-giustificata. Essa ha creato quel tipo di predisposizione mentale nei riguardi della carta, che è necessaria per una facile fusione di Coketown e della Country House. Cos’è Megalopoli infatti se non un cartaceo purgatorio che è il tramite attraverso il quale i figli perduti di Coketown, l’inferno dei produttori, possono alla fine raggiungere la beatitudine della Country House, il paradiso dei consumatori?

Lewis Mumford, Storia dell’utopia, [1922]

Fonte: disordine.noblogs.org

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