Chile: Una lettera e un disegno di Mónica Caballero contro l’isolamento

“La prigione è l’unico luogo dove il potere può manifestarsi nudo nelle sue dimensioni più eccessive ed essere giustificato come potere morale. ”

Michel Foucault*

Con la rimozione delle misure restrittive adottate dallo Stato per prevenire la diffusione del virus Covid-19, i templi del consumo si aprono: il flusso del commercio non si arresta. Mentre centinaia (o forse migliaia) di persone riempiono i grandi magazzini per soddisfare la loro sete di beni, nelle carceri cilene ai prigionieri continua a essere proibito ricevere visite dai loro parenti.

Il fatto che i detenuti possano vedere di persona i loro amici e parenti non ha alcuna importanza per l’economia, perché i detenuti non producono nulla, quindi non generano alcun valore aggiunto e la loro capacità di consumo non cambia se sono più o meno isolati. I potenti non si sono preoccupati di creare le condizioni per la ripresa delle visite in carcere, in quanto ciò non li avvantaggia in alcun modo.

Il coronavirus ha portato con sé maggiori e migliori misure di controllo e isolamento per la popolazione in generale, e le prigioni non fanno eccezione. Il controllo e l’isolamento sono tra le forme fondamentali del carcere, che a sua volta sarebbe la struttura punitiva principale.

La prevenzione e la gestione di possibili infezioni da Covid-19 è sembrata a molti una motivazione in più per perpetuare l’isolamento, una motivazione che, dopo mesi in cui i detenuti non sono stati in grado di abbracciare i loro cari, non è altro che un eccesso ingiustificato – un’altra forma di punizione.

L’isolamento non è mai casuale o arbitrario, a volte assume le tipiche sfumature della vendetta di Stato. L’esempio più chiaro è il caso di Mauricio Hernández Norambuena, che è stato tenuto per 17 anni in completo isolamento (RDD), nel territorio brasiliano dominato dallo Stato, e che nel 2019 è stato trasferito nel carcere di alta sicurezza di Santiago; lì, anche se le sue condizioni di detenzione sono “un po’ migliori”, rimane comunque in isolamento.

Il dominio si esprime in molteplici rapporti di potere e se vogliamo distruggerli, dobbiamo renderli visibili, comprenderli e attaccarli.

Mano aperta per il compagno, pugno chiuso per il nemico!

Mónica Caballero Sepúlveda

una prigioniera anarchica,

Novembre 2020

* “Intellettuali e potere. Conversazione tra M. Foucault e G. Deleuze”, 4 marzo 1972.

Fonte: publicacionrefractario.wordpress.com

Traduzione a cura di: Inferno Urbano

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