Comunicato di Davide Delogu + Testo sul carcere

Pubblichiamo questo comunicato di Davide Delogu datato 03/11/2020. A seguire un testo sul carcere scritto da Davide nel 2017 e mai pubblicato.

Continuo la conflittualità, sciopero dell’aria e sciopero del vitto. Il 22 Ottobre, per la prima volta, sono stato autorizzato dal DAP, su ennesime richieste della mia famiglia che sempre fa, a svolgere una videochiamata solo con i miei genitori e basta, altrimenti avrebbero bloccato la video, a stile 41bis. Non voglio azzardare troppo ma penso che la pressione avuta da questa determinazione con la campagna di scioperi solidali qualche effetto, per tale concessione, l’abbia avuta, come pure dopo una settimana la sbarrocrazia mi ha spostato in un’altra sezione di isolamento quasi vuota (i due presenti dormono 18 ore al giorno…ci voleva un pò di silenzio tombale..). Mi danno la cella migliore con le pianelle a terra e pure nei muri del bagnetto, un lusso, dove finalmente non ci sono perdite di acqua, e per ora tirando le somme, abbiamo ottenuto una piccola miglioria, ossia una migliore vivibilità in cella e di iniziare qualche videochiamata. Seguiranno poi aggiornamenti e unisco un mio testo sul carcere che avevo scritto tre anni fa, mai pubblicato come contributo per la solidarietà dato che non riesco a scriverne uno come si deve riguardo a questa campagna solidale.

Viva chi lotta.

Davide Delogu

CONTRO LA GALERA DAL CARCERE DI AUGUSTA (SR)

Nonostante la mia situazione di detenuto in G.S. (Grande Sorveglianza) ho degli aggiornamenti su alcune vicende carcerarie; inoltre vorrei esporre alcuni punti che si rifanno al modo in cui si può comportare un anarchico, o meglio su come io (in quanto anarchico, non sottomesso, per esperienza diretta) affronto certe determinate situazioni del vissuto carcerario, dato che ogni anarchic* prigionier* si comporta e risponde come meglio crede (non sarò certo io quello che vuole dare “lezioni” di chi è più ribelle. L’anarcometro lo lasciamo agli pseudo intellettuali/rivoluzionari e agli arrivisti).

Aggiornamenti: 10 giorni fa, nel carcere di Augusta, vi è stato un pestaggio nei confronti di un detenuto marocchino. Alì, questo il suo nome, era già in isolamento perché si son presi a lamettate a vicenda con altri due arabi. Dopo qualche giorno venne a trovarlo la famiglia e la madre ricordò alla guardia che avevano due ore di colloquio prenotato, ma il secondino insisteva di averne solo una. La madre iniziò a lamentarsi per questo motivo e per risposta fu spinta dal secondino con molta forza, tanto da farla cadere seduta sopra la sedia, proprio di fronte al figlio arrivato in quel momento, che non ci ha pensato due volte a sferrargli un cazzotto in faccia. Nell’immediato lo presero una decina di guardie per il pestaggio. Alì è stato poi denunciato per aggressione verso l’aguzzino (come al solito) ma a processo sputtanerà quello che realmente è accaduto…dove non dovrebbe essere lasciato solo. Sappiamo bene che le guardie approfittano della loro forza e impunità, contro i più deboli, i più isolati, soprattutto stranieri. L’altro aggiornamento riguarda una ribellione collettiva di qualche giorno fa, nel carcere di Salerno. Il motivo è stato perché un loro compagno di 22 anni, dal carcere minorile è stato trasferito ai maggiorenni lì a Salerno per motivi di “ordine e sicurezza”, annullando il fatto che si può stare fino a 25 anni. Però non è stato messo insieme ai loro compagni in sezione, ma in transito dai “protetti” come aggressione alla propria dignità. Allora una sezione compatta ha cacciato via le guardie, scendendo in altre due sezioni, anche lì cacciando a calci in culo le guardie. Si sono dunque impossessati di tre sezioni, minacciando che fino a quando non avrebbero fatto salire, per stare assieme, il loro compagno. Le sezioni sono state prese in mano dal pomeriggio alla mattina successiva, fino a quando è stato deciso di far salire il loro compagno. Un “dialogo” che comunque è servito, nonostante nei giorni successivi siano stati trasferiti tutti, sparsi nelle regioni dello stato, tra cui uno nella sezione in cui mi trovo.

Invece, una notizia inedita sul “caso Cucchi” riguarda il momento in cui stava in sezione, dove richiedeva continuamente degli antidolorifici, dato che i carabinieri lo avevano macellato. Il capoposto di servizio che già era infastidito dall’orario da servo in cui era montato, aprì la cella di Stefano, ormai ridotto in fin di vita, entrando e dandogli il “colpo di grazia”, massacrandolo di colpi e in pratica uccidendolo definitivamente. Subito sono stati trasferiti tutti i detenuti presenti in quella sezione, per evitare testimonianze, ma uno di loro, un sudamericano, raccontò ai detenuti del carcere in cui arrivò (Alghero) questa storia. Sembrava molto strano che gli aguzzini carcerieri siano diventato all’improvviso degli “angioletti”…

Riguardo ai successivi punti che sto per scrivere, anche se viene impostato a volte in terza persona esprimo me stesso e come mi comporto nelle varie situazioni da anarchico non sottomesso; non intendo scrivere un “manuale” di come un* anarchic* si dovrebbe comportare, come scritto in precedenza, non sono un “duro e puro”, ma un prigioniero che attraversando l’inferno della repressione carceraria ha risposto furioso in base alla propria esperienza. Poi se per alcun* ne traggono spunti interessanti da portare a compimento in modo proprio, ben venga. Nei consigli di disciplina (o tribunale di esecuzione) se si è intenti ad andarci, sono obbligati a leggere per intero le accuse mosse contro di noi, in modo tale che si scoprirà se la guardia che ha redatto il rapporto ha “gonfiato” scrivendoci il falso; se così fosse, quando ritornerà in sezione, come ho sempre fatto, lo faccio scappare dalla sezione riempiendolo di insulti e spaccando tutto. Per tale risposta, anche se si verrà messi in isolamento, in totale sei secondini, avendo la colpa di aver rapportato il falso, per paura si sono messi loro il “divieto d’incontro” con me! E mi dicono che è la prima volta che succede questo, dovuto certamente ai detenuti pecoroni che hanno lasciato farsi fare gli abusi da queste merde, dandogli il potere di farlo!

Gli spioncini del bagno tanto cari ai depravati in divisa devono rimanere sempre tappati perché siamo noi che decidiamo il nostro spazio alla privacy. Loro ti proporranno la “concessione” di tapparlo mentre si usa il bagno e di liberarlo quando non lo usi. Non è assolutamente accettabile! E’ una violenza psicologica, perché se si va in bagno 10 volte al giorno bisogna tappare e liberare ogni volta lo spioncino… che si fottano le guardie depravate e, se ci tengono tanto, che vengano loro durante una perquisa o altro a togliere il tappo allo spioncino, tanto verrà subito rimesso! Lo stesso se ci si trova in bagno proprio mentre vengono per la perquisa o battitura alle sbarre, non devono azzardarsi ad aprire la porta del bagno (che è sempre meglio farci un gancio per bloccarla), pena lancio di oggetti e liquidi contro i pervertiti.

Guai se si dovesse venire svegliati durante il controllo notturno tramite l’accensione della forte luce artificiale, perché non usano le torce nonostante sia assente la luce “soffusa”notturna. Gli imprechi contro la guardia saranno così forti e rabbiosi da svegliare tutto il carcere. Dopo che è accaduto 4 volte (con conseguenti isolamenti) temendo la mia giusta reazione, non lo hanno più fatto. Dipende dai gusti, ma se una guardia monta in sezione allegro e sorridente, mi attivo subito a cambiargli l’umore insieme alla sua faccia di merda!

Nelle perquisizioni corporali, le mutande non si abbassano mai!! Loro vogliono umiliarti nella tua integrità, convinti della loro superiorità e comandare il tuo corpo fin nell’intimità, grazie a tutti gli altri detenuti che lo permettono, quando invece una persona ha la facoltà di decidere se mantenere la propria dignità intatta. Io, in quasi 10 anni di galera, mi sono sempre rifiutato di abbassarmi le mutande. Vi sono state poche volte in cui rimanevano mezz’ora, cercando di convincermi con argomentazioni viscide e ignoranti, e quando questa eccessiva presenza mi dava il voltastomaco, per finirla gli allargavo leggermente l’elastico delle mutande (non troppo per non far vedere le parti intime) così si assicuravano (volenti o nolenti) che non nascondevo niente, o altrimenti li costringevo a passarmi il metal-detector. Senza contare il fatto che lo dicono le loro merdose leggi che è vietato denudare durante le perquisizioni, ma sono talmente miseri in tutti i sensi che non interessa questo aspetto legale, e men che meno a me!

Sono l’unico in tutto il carcere che si rifiuta di farsi odorare dai cani anti-droga che portano ogni tanto. Mi devono dire il motivo, il nome e cognome del presunto accusatore che dice che io ne possiedo, non avendo mai avuto nessun reato per droga. Sentendomi offeso, ho creato talmente di quello scompiglio, casino e perdita di tempo, che quando l’unità cinofila mi vede, mi evita direttamente.

Quando vi è la battitura alle sbarre non deve accadere quando si sta mangiando (lo stesso vale per le perquisizioni) quantomeno aprirgli le finestre. Non siamo i loro burattini consenzienti! I secondini non possono e non devono dare ordini ai detenuti che non sono i loro sottoposti, non si è in un carcere militare e non si indossa una merdosa divisa! Figurarsi se fanno gli autoritari con gli anti-autoritari, con gli anarchic* che hanno il giusto modo di ribellarsi agli “ordini”. Siamo sempre noiche decidiamo cosa fare anche se a suon d’isolamento e, per quanto mi riguarda, ora gli ho fatto cagare il loro modo di rivolgersi a me. I carcerieri devono rivolgersi al detenuto facendo richieste con la dovuta gentilezza. Poi se lo fanno tremanti di paura per il solo fatto di rivolgersi ad un* anarchic*, va ancora meglio. Per non annoiare mi fermo, nell’aver considerato il proprio atteggiamento refrattario in questi pochi punti. Tuttavia ve ne sono tanti altri…Non diamogli il potere di trattarci come vogliono! Qua si dice che la galera la fanno i detenuti, che solo per un certo aspetto corrisponde alla realtà.

Contro le galere lotta e bombe o bombe di lotta! Non si può andare con delicatezza! Manco loro lo fanno!

+ bollettini anticarcerari territoriali!

Galera di Augusta

CONTRO LA GALERA DAL CARCERE DI AUGUSTA (SR) PDF

Fonte: ilrovescio.info

This entry was posted in Anarchia, Lettere dal Carcere. Bookmark the permalink.