Note sulla repressione contro gli anarchici in Italia

Purtroppo, l’Italia ha una lunga storia di operazioni repressive nei confronti degli anarchici. A partire dall’inchiesta di Antonio Marini, il primo magistrato a perseguire gli anarchici negli anni ’90, le ondate di repressione nei confronti dei compagni si sono moltiplicate ed hanno portato in prigione molte persone con l’accusa di terrorismo. Solo per citare alcune delle più grandi operazioni repressive, ricordiamo: Cervantes, Croce Nera, Ardire, Mangiafuoco, Thor, Ixodidae, Nottetempo, Fuoriluogo.

Queste operazioni di solito portano a diverse perquisizioni e all’arresto di molti compagni che finiscono con il trascorrere 1 o 2 anni in custodia cautelare. Devono poi affrontare processi con l’accusa di “associazione” e di solito vengono accusati anche di numerose azioni dirette per le quali gli inquisitori non hanno mai trovato un vero responsabile. A volte l’impegno pubblico di questi compagni nella lotta anarchica e la loro aperta espressione di idee anarchiche (sostegno alle azioni dirette, solidarietà con i detenuti, gestione di un sito web anarchico, ecc) sono le uniche prove che i pubblici ministeri possono portare in tribunale. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, tutti gli imputati vengono successivamente assolti al processo, ma solo dopo aver trascorso molti mesi o anni di prigione.

A parte queste enormi operazioni, c’è una costante repressione su piccola scala contro gruppi anarchici locali particolarmente attivi sul territorio, ad esempio con le lotte contro la repressione della polizia, gli sfratti, le condizioni detentive nei centri per migranti, il sistema carcerario, la gentrificatione, ecc. In questi casi i compagni vengono costantemente repressi con processi ricorrenti e trascorrono gran parte del loro tempo ad entrare e uscire di prigione, agli arresti domiciliari o sottoposti ad altre restrizioni della loro libertà. Questo tipo di strategia, utilizzata dalla polizia, ha come unico obiettivo quello di distruggere il gruppo anarchico locale e accade in molte città. Da alcuni anni è stato particolarmente forte, soprattutto nella città di Torino. Poiché è impossibile raccontare tutti i processi in corso, con questo testo ci concentriamo su tre principali operazioni repressive per le quali molti dei nostri compagni sono attualmente detenuti: l’operazione Scripta Manent, l’operazione Panico a Firenze e l’operazione Scintilla a Torino.

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Fonte: Act For Free

Traduzione (dall’inglese): Inferno Urbano

 

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