Parigi [Francia]: La benzina aumenta? Useremo la diavolina (27/11/2018)

Sembra che quest’autunno sia di moda il giallo fluorescente. Sembra che si accompagni bene con il blu-bianco-rosso. A quanto pare bisogna assolutamente esserci, partecipare, contribuire, perché c’è tanta gente in piazza, non organizzata, e si contano numerosi danni. A quanto pare se non ci si va si resta per forza davanti a internet.

Noi ce ne sbattiamo.

Le barricate sugli Champs Elysées non nascondono la confusione. I danni non possono rimpiazzare le idee antiautoritarie. Eravamo in piazza nel 2016, ci saremo di nuovo, ma non per difendere il vecchio mondo e i suoi catorci. Noi pensiamo che esistano molte altre possibilità, basta cercarle.

Alle prime ore del 27 novembre abbiamo bruciato una macchina del servizio tecnico della polizia, davanti all’ufficio della rue Camille Desmoulins (lo stesso a cui abbiamo spaccato i vetri quattro anni fa). La macchina con il simbolo di Enedis parcheggiata li di fronte ha fatto la stessa fine. Enedis, con la sua filiale Gepsa [in realtà Gepsa è una filiale di Engie, gigante dell’energia, in special modo del gas, e dei servizi; NdT.], si riempie le tasche con le prigioni. Gestiscono per esempio la galera di Meaux, dov’è rinchiuso Krem (ti mandiamo un abbraccio, amico!).

Solidarietà anche con gli anarchici in prigione in tutto il mondo, da quelli dell’operazione Scripta manent in Italia, alla CCF in Grecia, alle persone recentemente arrestate in Argentina.

La benzina aumenta? Useremo la diavolina.

Stuart, Kevin e Bob

(tradotto da guerresociale)

Fonte: Attaque NoBlogs

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