Indonesia – Progetto Fenice #12

“Le nostre parole oggi tagliano come una lama e le nostre azioni bruciano i ponti con il passato… Con tenacia e volontà, fino a quando uccideremo l’autorità.“

– Cospirazione delle Cellule di Fuoco: Cellula dei Prigionieri, Andreas Tsavdaridis e Spyros Mandylas (Lettera ad Alfredo Cospito e Nicola Gai)

Le dichiarazioni di guerra contro l’autorità non si fermeranno ad una singola azione o ad un singolo comunicato. Si tratta della totalità delle nostre vite, di ognuno di noi, che qui prende posizione come egoista sotto il nome di Cospirazione Internazionale per la Vendetta (ICR) parte della Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale. Non ci tireremo indietro, anche se siamo isolati o allontanati dagli altri “anarchici rivoluzionari” che si dedicano ai sogni della società, quelli che lasciano che i loro valori come anarchici vengano totalmente inglobati dal riformismo, dalla negoziazione e dalla conformità. Siamo fuori da questo giro e non giocheremo il loro gioco. Abbiamo la nostra violenza e l’azione diretta. Con vicinanza nichilista attraverso fiamme e pugni verso i nostri compagni prigionieri ovunque, in Europa, in Sud America e Messico. La nostra vicinanza va anche a quegli anonimi compagni in clandestinità in costante scontro con il Potere.

Situazione recente in merito alle Elezioni Generali in Indonesia

A partire da capodanno, ogni forma di oppressione si è crogiolata nella curiosità e nell’impaziente attesa delle elezioni generali (parlamentari e presidenziali). Abbiamo visto come gli oppressori e gli oppressi camminano mano nella mano per celebrare ciò che definiscono: Il momento di una nuova speranza per un migliore cambiamento. Hanno stampato i volti dei candidati al parlamento e gli altri dibattono su ciò che dovrebbero fare per contribuire a realizzare una democrazia migliore di quella attuale. La massa e i media sono tutti pieni di parole vuote e del travestimento delle elezioni generali che porteranno gli oppressi ad ottenere la loro libertà. E questo è decisamente giusto perché gli indonesiani avranno la possibilità di scegliere chi saranno i loro oppressori per i prossimi cinque anni.

Non siamo neanche rimasti sorpresi quando abbiamo visto i presunti antiautoritari banalmente intrappolati nella logica di dare la propria voce durante le elezioni o astenersi.

Loro producono tormentoni, manifesti, urlano, organizzano persone, solo non votano. Dicono no alle urne, no ai candidati parlamentari; no ai partiti, no ad ogni infrastruttura del sistema elettorale, ma dimenticano una cosa importante. Di dire no ai confini che li tengono lontani dalla vera libertà. Desiderano un risultato differente provando lo stesso metodo usato dal Potere. E come potrebbe condurti alla libertà? Una domanda che non necessita di risposta, visto che è insensato mettere in discussione le scelte di queste persone.

L’anarchismo è morto. E queste persone sono quelle che orgoglisoamente portano la bara della loro cosiddetta ideologia: Anarchismo. Un’ideologia di deboli e codardi che ci chiamano “ossessionati dalla violenza” per coprire la loro paura. Hanno paura di armarsi e andare soli in battaglia, una lunga battaglia senza fine o traguardo.

E quanto diversi siamo noi da questa gentaglia? Abbiamo espresso il nostro disappunto con questa gentaglia bruciando due sedi del comitato elettorale generale a Donggala, Central Sulawesi il 16 Aprile. Non ci faremo da parte e non lasceremo che il nemico giochi con i suoi partiti della democrazia. Inviamo direttamente la nostra rabbia e la trasformiamo in fuoco. Non ci stiamo astenendo in questa guerra. Noi attacchiamo.

Non siamo di quegli anarchici che vanno ai seggi e scrivono slogan e motti alle urne. Noi non svenderemo i nostri valori lasciando che le nostre dita si macchino di inchiostro viola, segno usato dalle autorità per identificare chi vota e chi no. Non lasceremo che neanche un centimetro del nostro corpo venga inquinato dal nostro nemico. Al contrario, lo abbiamo attaccato senza compromessi.

Un’altra volta abbiamo sabotato due auto (28 Aprile) che dovevano trasferire le urne dal quartiere di South East Minahasa al capoluogo di provincia, Manado. Le abbiamo colpite non solo per causare ritardo, ma per una nostra ulteriore azione, che abbiamo cancellato a causa dell’intervento di alcuni “bravi cittadini”. La prossima volta colpiremo quelli che impediscono le nostre azioni. Con violenza, ovviamente.

Astenersi senza dire la propria non è abbastanza per noi. Vogliamo rendere questo scontro più furioso di semplici parole o manifesti. Vogliamo parlare col fuoco, come abbiamo detto in uno dei nostri precedenti comunicati. Ma non invitiamo nessuno ad unirci a noi. Non siamo interessati ad avere nuovi membri. Non siamo un partito o un collettivo anarchico. Siamo un gruppo armato della tendenza violenta. Attaccare, e non aprire un dialogo con i nostri nemici.

Solidarietà e Fuoco

Durante la nostra compagna abbiamo colpito alcuni punti importanti mai colpiti in passato. Stiamo allargando i nostri confini aggiungendo una più ampia gamma di obiettivi. Il 19 Aprile, per esempio, abbiamo bruciato una filiale della compagnia elettrica nazionale a Madiun, Est Java. Questa azione è parte della nostra campagna contro i punti vitali del nemico. Causando quanto più danno possiamo. Causando terrore quanto più vasto riusciamo. Abbiamo appiccato le fiamme alle 3 del mattino e lasciato che il fuoco facesse il resto. Svegliare la gente al mattino con il fuoco è il nostro modo di dimostrare il nostro sarcasmo ai lavoratori che devono svegliarsi presto per otto ore di schiavitù.

Abbiamo scelto questo obiettivo come modo per mandare un messaggio a Adriano Antonacci e Gianluca Iacovacci. Entrambi i compagni italiani sono stati arrestati e accusati per alcune azioni rivendicate da Individualità Sovversive Anticivilizzazione FAI/FRI. E il nostro fuoco è specialmente dedicato a loro due, per condividere i nostri pensieri e sogni, i nostri valori e solidarietà in modo da far sapere loro che sono nei nostri cuori. Non dimenticheremo mai i compagni catturati dal nemico. E la vendetta è l’unico modo di replicare a questa repressione.

Abbiamo proseguito la nostra campagna collocando un similare dispositivo incendiario in una sede della compagnia elettrica nazionale a Semarang, Central Java, nella prima mattinata del 23 Aprile, che però non ha funzionato. Infatti, avevamo sopraffatto la guardia che era sopraggiunta mentre entravamo nell’ufficio. E’ stato fortunato che abbiamo deciso di lasciarlo a terra e non di ucciderlo.

La nostra non è pietà, ma solo un avvertimento che non siamo ragazzini che scherzano col fuoco. Se qualcuno ci si piazza davanti, non lo risparmieremo. Tutte le spie o gli aspiranti bravi cittadini sono parte del nemico per noi. E prendeteci sul serio senza dire che non vi avevamo avvertito.

All’inizio di questo mese, abbiamo continuato la nostra campagna attaccando altri tre impianti elettrici in vari posti. Uno a Ternate (5 Maggio), North Malaku e altri due a Ambon (8 Maggio), Maluku. Vogliamo che il nemico sappia che tutte le regioni non sono al sicuro e noi attaccheremo sempre di più la prossima volta.

Tutte queste azioni sono dedicate ai nostri amati compagni, Cospirazione delle Cellule di Fuoco: Cellula Prigioniera, Andreas Tsavdaridis – Spyros Mandylas, Gabriel Pombo da Silva, Marco Camenisch, Monica Caballero, Fransisco Solar, Tamara Sol Vergara, Fredy Fuentevilla – Marcelo Villarroel – Juan Aliste Vega, Hans Niemeyer, Alvonso Alvial – Hermez Gonzales, Alfredo Cospito – Nicola Gai, Giannis Mihailidis, Grigoris Sarafoudis, Andreas-Dimitris Bourzoukos, Alexandros Mitrousias, Dimitris Politis, Fivos Harisis, Tasos Theofilou, Argiris Dalios, Giorgos Karagiannidis, Babis Tsilianidis, Giannis Naxakis, Nikos Romanos.

E per ricordare il nostro fratello Sebastian o. Seguel, caduto in combattimento contro il nemico in Cile. Queste azioni sono per te, fratello.

Attraverso queste azioni, vogliamo invitare ancora una volta i nostri compagni della FAI-FRI a colpire e rilanciare il Progetto Fenice. Stavolta, più forte che prima. Vogliamo invitare tutte le cellule attive della FAI/FRI a rinforzare ancora una volta la battaglia, stavolta fino alla fine.

Violenza di guerra contro l’esistente
Abbasso la Società
Fuoco ai nemici

Cospirazione Internazionale per la Vendetta
Federazione Anarchica Informale
Fronte Rivoluzionario Internazionale

Fonte: 325 NoState

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